“Sulla sicurezza e sul degrado” di Primavera Urbana

PREMESSA: ASSESSORATO ALLA PARTECIPAZIONE
Un programma politico che si pone l’obiettivo di dare delle risposte concrete alle esigenze di una città complessa come Bologna, non può prescindere da alcune considerazioni generali. 
E’ noto che qualsiasi provvedimento esecutivo che un’amministrazione comunale decida di applicare non potrà che scontentare una parte dei cittadini coinvolti. Il criterio però che ogni amministrazione dovrà seguire è quello del massimo bene collettivo aggregato, ovvero quello che corrisponde al massimo vantaggio collettivo ed al minimo svantaggio per tutti coloro che sono implicati nell’intervento; con la consapevolezza che il diritto alla salute, alla libertà individuale o collettiva sono inviolabili nel rispetto del principio della legalità.  
E’ importante avere ben chiaro che le soluzioni ai problemi della sicurezza e del degrado non possono prescindere da un lungo lavoro di sensibilizzazione, informazione, educazione ed esempio che parta dall’amministrazione comunale per poi passare alle scuole, alle assemblee partecipate organizzate nei quartieri e finire all’interno di ogni singolo nucleo famigliare.  
Educazione, scuola, esempio, informazione, accoglienza, rispetto delle esigenze altrui: sono le parole chiave per trovare soluzioni non demagogiche ai problemi di Sicurezza & Degrado. 
A tal proposito va verificata la possibilità di creare un assessorato alla partecipazione con il compito di promuovere il coinvolgimento diretto dei cittadini in tutte le scelte che investono la collettività. La sicurezza e il degrado di una città sono in relazione stretta con il livello di partecipazione dei cittadini alle vicende della città e al suo destino.

RAPPORTO COMUNE – ASSOCIAZIONI: 
Verificare la reale esecuzione dei servizi offerti dalle associazioni di volontariato per ridistribuire i fondi a loro stanziati in modo da seguire una logica meritocratica. Affinché la distribuzione dei fondi accresca la qualità e l’efficienza dei servizi erogati, è necessario  un confronto permanente tra l’amministrazione comunale e tutte le realtà che ad oggi hanno usufruito di un finanziamento pubblico in modo da monitorare e valutare i risultati raggiunti. L’attenta valutazione dei dati raccolti creerà requisito preferenziale per l’accesso a nuovi finanziamenti.
Nell’assegnazione degli appalti si privilegeranno le associazioni che, oltre allo svolgimento del servizio assegnato, prevederanno a titolo gratuito ore di informazione nelle scuole.
 
PROMOZIONE INCONTRI SCUOLE-ASSOCIAZIONI:
In un’ottica di  medio – lungo termine per la soluzione dei problemi di sicurezza e degrado, è necessaria una programmazione di incontri formativi nelle scuole da parte di tutti i soggetti impegnati sul territorio; lo sviluppo di una coscienza civica nelle nuove generazioni è condizione essenziale affinché assumano un ruolo portagonista nelle sorti della nostra città. Il Comune di Bologna dovrebbe stimolare anche eventi che vedano coinvolte contemporaneamente più scuole. Ciò favorirebbe la conoscenza delle varie realtà presenti nei diversi quartieri e, grazie alla partecipazione attiva delle famiglie, degli insegnanti e delle realtà associative, accrescerebbe il livello di coesione sociale. A tal fine occorre ricercare spazi, risorse finanziarie e professionali di cui la città di Bologna non manca. 
Laboratori ambientali, Rapporti Interculturali, Integrazione, Sicurezza stradale, Preservazione del patrimonio storico artistico della nostra città, sono alcuni dei temi dominanti su cui si dovrebbe rivolgere la maggiore attenzione. 
E’ bene ricordare però che nei prossimi anni sarà sempre più impellente che le famiglie riprendano a svolgere quella funzione educativa che loro compete e senza la quale ogni intervento pubblico risulta monco.

EMERGENZA ABITATIVA, LUNGORENO:
Dare un segno di discontinuità nella gestione strumentale degli sgomberi avvenuta nel recente passato che non ha portato al superamento del problema degli accampamenti sul lungoreno.
Creare come già previsto uno sportello informativo presso la stazione ferroviaria per indirizzare le persone ai vari servizi d’accoglienza cittadini.
Si deve far fronte all’emergenza abitativa con una gestione più trasparente nell’assegnazione delle case popolari ed inducendo i proprietari di immobili inutilizzati ad introdurli nel mercato delle locazioni aumentando quanto possibile(verificare %) l’ICI per gli appartamenti sfitti da più di due anni. 
Da combattere con fermezza è poi il fenomeno degli affitti in nero che colpisce in particolar modo gli studenti fuori sede. Si potrebbe  aprire uno sportello di ascolto, consulenza e denuncia specifico per questi fenomeni e gestito direttamente dagli stessi studenti, immigrati ed altri operatori del settore casa del Comune di Bologna in collaborazione con l’Università. Una soluzione strutturale del problema richiede l’ampliamento dell’offerta di case per gli studenti; enti pubblici e Università dovranno impegnarsi a costruire abitazioni: vedi villaggi dello studio.

SUL TERRITORIO: ORGANIZZAZIONE
Il recente decentramento dei servizi sociali nei Quartieri può essere visto in maniera positiva nell’ottica di una trasformazione di Bologna in Città Metropolitana.
Eseguire una riorganizzazione sul territorio slegata da una reale trasformazione dei Quartieri in Municipalità, da un aumento dell’organico degli operatori formati e specializzati e da un incremento dei fondi necessari, rischia di non andare incontro alle esigenze degli utenti, al contrario può creare un effetto di dispersione e di sfiducia nei servizi. L’apertura di uno sportello dedicato ai senza fissa dimora ad esempio richiede l’impiego di personale fisso con compiti 

BAGNI PUBBLICI:
Nuova costruzione di bagni pubblici nelle aree di maggiore passaggio e degrado. La manutenzione e la pulizia di questi nuovi servizi sarà da affidare ad Hera o ad aziende, cooperative, associazioni appaltatrici a seguito di un relativo bando.
Per Piazza Verdi si propone di costruire un bagno pubblico nei locali attualmente occupati dai Vigili Urbani (che verranno solo spostati in Largo Respighi grazie all’ausilio di una unità mobile). Il bagno dovrà essere custodito da personale addetto alla pulizia anche in orari notturni; questo provvedimento soddisfa più esigenze: dei cittadini residenti che non si vedranno più imbrattare i muri di urina, degli usufruitori della Piazza, perché si dà loro un servizio più comodo, delle forze dell’ordine perché mantengono il controllo del territorio – Largo Respighi è praticamente una continuazione di Piazza Verdi – senza dare l’impressione che la zona sia presidiata militarmente. Dovranno essere costruiti/installati dei bagni custoditi e mantenuti costantemente puliti(per permetterne una reale fruizione) anche in altre zone come Piazza Santo Stefano, Vicolo Bolognetti, Piazza San Francesco e Via Del Pratello. I bagni dovranno essere dotati di luci blu che li rendono non più utilizzabili per chi fa uso di sostanze stupefacenti per via endovenosa. Il pavimento dovrà essere costituito da una grata di scolo e gli scarichi attivabili attraverso fotocellule per permettere il minimo contatto fisico tra l’utente e la struttura. (cfr Praga ed altre città europee)

VUOTO A RENDERE:
Uno dei problemi di degrado avvertiti dai cittadini è legato all’enorme quantità di rifiuti che il popolo della notte produce e lascia indecorosamente per terra. Soprattutto il vetro abbandonato per strada può essere fonte di pericolo se calpestato accidentalmente o se utilizzato come oggetto contundente. Anche per questo il Comune si adopererà per organizzare una raccolta separata di vetro, lattine e bottiglie di plastica per incentivare il loro riutilizzo. All’atto della vendita il commerciante rilascia regolare scontrino col quale il cliente può tornare per ricevere una somma di 1 euro per il riconoscimento del vuoto a rendere. Sarà compito del Comune di Bologna, tramite le aziende distributrici (vuoto a rendere), organizzare il ritiro presso i punti vendita e destinare il materiale raccolto alle aziende specializzate nel riciclo/riuso. A fronte della collaborazione dei commercianti il Comune si impegna ad aumentare la pulizia e disinfezione degli spazi antistanti alle attività commerciali (vedi portici che sarebbero di pertinenza condominiale). Dove possibile poi sarà incentivata la vendita di bevande alla spina.

STOP AI SACCHETTI DI PLASTICA:
Si propone alla futura amministrazione comunale di deliberare il divieto di vendita e distribuzione di sacchetti di plastica per la spesa in tutto il territorio comunale e in tutti gli esercizi commerciali compresa la grande distribuzione.

RIQUALIFICAZIONE DEL TERRITORIO & ARREDO URBANO & SOCIALITA’:
Abbattere il muro che separa i viali dall’area Staveco. Riqualificare l’area costruendo parcheggi sotterranei ed un grande parco provvisto di nuove piste ciclabili da collegare ai Giardini Margherita da un lato, all’area San Mamolo dall’altro e con una terza direttrice verso il centro. Nuovi spazi giochi per bambini e costruzione di un asilo nido, scuola materna, centro anziani ed un centro sportivo come già richiesto dai residenti del quartiere. Queste strutture dovranno essere costruite in classe energetica A ed alimentate con energia alternativa. La riqualificazione dell’area è resa indispensabile ed urgente per lo stato d’abbandono delle strutture militari e vecchie officine che presentano coperture ancora in amianto costituendo una grave minaccia per la salute dei cittadini. Il nuovo parco potrà integrarsi anche con una riqualificata Villa Ghigi da troppi anni in stato d’abbandono. Per fare questo è indispensabile il coinvolgimento di imprese, fondazioni, singoli cittadini. 
Incrementare l’illuminazione delle strade utilizzando lampade al LED per il risparmio energetico.
Stimolare la nascita di Associazioni o Comitati di Vicinato grazie all’intervento di assistenti ed educatori comunali allo scopo di  promuovere la conoscenza del territorio e delle persone che lo abitano organizzando anche eventi che vedano protagonisti i cittadini stessi. Si potrebbe sperimentare un progetto pilota nella zona di Mattei Martelli. Una fiera di quel quartiere da ripetersi a cadenza annuale ed ubicata nel viale alberato tra i condomini favorirebbe la socialità e la conoscenza reciproca di italiani e stranieri. 
Il Comune di Bologna dovrebbe spingere il Quartiere San Vitale a concedere alle Associazioni di volontariato a titolo gratuito o a canone agevolato i numerosi negozi sfitti di via Martelli. Questa iniziativa avrebbe un triplice effetto: rianimare la zona anche nelle ore serali promuovendo attività che non siano di disturbo alla quiete, facilitare il contatto tra queste realtà rappresentative di una ricchezza culturale e i giovani del quartiere, rendere più sicuro il territorio.
Promuovere il controllo del territorio organizzando per quartieri i vigili di prossimità o vigili di quartiere che avranno come principale compito quello di essere il primo interlocutore per i cittadini e non dovranno avere come obiettivo principale un ruolo sanzionatorio. Dovranno essere sempre gli  stessi a prestare servizio in quell’area per essere riconoscibili(con nome e cognome) ai cittadini. Potranno supportare in modo integrato anche le attività degli educatori ed assistenti del Comune e delle varie associazioni che operano nella loro zona.
A tal riguardo si dovranno incentivare e rendere strutturali servizi come quelli offerti dall’Associazione Interculturale Universo o dal progetto promosso dal Comitato Piazza Verdi, quest’ultimo coinvolge pankabestia e senza fissa dimora nella zona universitaria e li impegna nel presidiare l’uscita delle scuole oppure nella pulizia di strade, piazze e parchi pubblici. Si dovrebbero investire  più fondi per questi progetti e farli uscire dalla sfera del volontariato mal rimborsato. Sono azioni molto concrete e ad alto contenuto simbolico e mostrano che anche le parti più deboli della società(immigrati e ragazzi di strada) possono essere di esempio e costituire una risorsa per l’intera città. 
Recentemente è stata decisa l’eliminazione delle barriere che limitano l’accesso a San Petronio. Le barriere metalliche insultano la bellezza della piazza e non impediscono in alcun modo ipotetici atti di violenza contro la chiesa o i fedeli. Sono il simbolo di una società spaventata e per questo facilmente manipolabile, la loro presenza crea di un senso d’insicurezza risolvibile con la rimozione,  cui si può aggiungere un auspicabile incremento del controllo del territorio in generale e degli obiettivi sensibili in particolare, da parte delle forze dell’ordine.

PIU’ ATTIVITA’ CULTURALI, MENO DEGRADO :
Organizzare una nuova edizione del MADE IN BO per promuovere le iniziative gratuite e permettere a tutti i cittadini di beneficiare di concerti, biblioteche, stand eno-gastronomici con accesso gratuito. Si può associare a questo evento una Fiera Internazionale della Pasta con corsi fatti dalle sfogline nella migliore tradizione cittadina e regionale. 
Si dovranno creare nuove zone di aggregazione per i giovani offrendo loro alternative ai classici punti di ritrovo in zone residenziali  che, perciò, generano conflittualità di difficile gestione: vedi Piazza Verdi, Via Del Pratello, Piazza Santo Stefano, ecc…
Le ordinanze che limitano il consumo degli alcolici fuori dai locali e la vendita oltre un certo orario, sono inadeguate. Per risolvere questi problemi è fondamentale la creazione di nuovi “canali di sfogo”. 
Un padiglione della Fiera può essere la sede ideale per la realizzazione di un Polo del Divertimento, grazie alle infrastrutture esistenti già predisposte ad accogliere l’affluenza di un numero elevato di persone e alla relativa distanza da centri abitati.
La costituzione all’interno della Fiera di un’area dedicata all’arte (comprendendo spazi destinati all’espressione dell’arte figurativa di strada: graffiti - murales), al teatro, alla musica e al divertimento in genere, dovrà coinvolgere nella progettazione e realizzazione le realtà associative che ruotano attorno al mondo universitario. Un luogo simile dovrebbe anche motivare la dialettica ed il confronto di idee su temi di vario genere. Creatività e confronto dovrebbero essere le colonne portanti del progetto che porterà alla costruzione di un luogo comune dove condividere le proprie passioni.
Da questo Polo del Divertimento trarrà giovamento la stessa Fiera perché potrà offrire ai suoi utenti una valida alternativa per l’intrattenimento notturno facilmente accessibile e a basso costo. 
Si dovranno poi collegare con navette(tour) i principali luoghi di aggregazione dei giovani al fine di disincentivare l’uso delle auto private e agevolare una circolazione delle persone che favorisca gli studenti e la fruizione dei locali dal centro storico verso le periferie. 
Gruppo PRIMAVERA URBANA
www.primaveraurbana.org

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