“Per un sistema multimediale informatico dell’area metropolitana” di Luca Bitterlin

Premesse

Gli ultimi decenni sono sicuramente caratterizzati dal notevole sviluppo dei mezzi di comunicazione. Media sempre nuovi ed in continua trasformazione si stanno affiancando alla Tv, moltiplicando le voci e le sedi della comunicazione multimediale.

Lo sviluppo, fino alla maturazione, della televisione generalista ha portato in tutte le case un enorme quantità di immagini e informazioni. Ciò ha prodotto e continua a produrre un “bombardamento” mediatico che rischia di condurre all’assuefazione. Questo tipo di televisione si è sviluppata in virtù di ingenti investimenti pubblicitari che ne condizionano i contenuti al punto da esserne, essa stessa comunicazione pubblicitaria, il contenuto principe.

Senza entrare nel merito di un’analisi sugli effetti sociali e culturali della moltiplicazione delle forme e dei mezzi di comunicazione, si può dire che questi ultimi decenni siano segnati dal proliferare smisurato dei messaggi.

Sono gli anni della comunicazione ma pare proprio che gli esseri umani comunichino sempre meno tra loro. Sembra sempre più difficile capirsi e si moltiplicano i motivi di divisione sociale, culturale e politica, quando non di vero conflitto. Spesso tutto ciò accade senza che si affermino pratiche fondate sulla volontà di comprendersi.

Questo riguarda anche la nostra comunità e anche se l’area bolognese conserva segni e una certa pratica di dialogo, essa non può certo considerarsi al riparo da tale pericolosa tendenza.

D’altra parte i partiti (per come si sono storicamente organizzati) e le istituzioni faticano nel governo delle “incomprensioni” e dei conflitti. Sia a livello nazionale che a livello locale sembrano insufficienti soprattutto il rinnovamento degli strumenti di analisi e la capacità di ascolto, elementi fondanti per qualsiasi pratica politico/istituzionale.

Per un Sistema Multimediale Informatico, catalizzatore di ascolto e discussione.

L’opportunità di comunicare attraverso la multimedialità ed internet, non è di per sé né buona né cattiva: dipende dai contenuti. Ma poiché in tale comunicazione la forma è spesso contenuto, si tratta innanzitutto di individuare lo strumento più adatto che consenta un circuito d’informazione non burocraticamente diretto al cittadino ma bidirezionale. Ovvero sfruttando le attuali tecnologie si può promuovere un nuovo tipo di partecipazione attiva che contribuisca a colmare la distanza, da molti avvertita, tra amministratori e amministrati.

Pensiamo ad una struttura agile che prefiguri da subito l’area della città metropolitana e che possa partecipare alla discussione ed alle pratiche informative e di confronto utili e necessarie al processo di costruzione della Città Metropolitana. Pensiamo ad un Sistema Multimediale Informatico dell’area metropolitana, catalizzatore di ascolto e confronto tra cittadini, e tra i cittadini e l’amministrazione pubblica.

Appropriarsi di un linguaggio e di uno strumento che integri, attraverso la rete, WebTV (LiveStreaming e Video on Demand), Forum, Chat e VideoBox (distribuiti sul territorio), contribuirà a definire una cultura della comunicazione diversa e maggiormente partecipata, rispetto a quella oggi diffusa.

Una Tv sul web.

La scelta del web come veicolo di diffusione, quindi la scelta di una web-tv e non di una tv sul digitale terrestre o satellitare od altro, si fonda su tre principali considerazioni. E per altro comporta due rischi, due possibili difficoltà.

Il principale aspetto vantaggioso è rappresentato dai bassi costi di progettazione e dagli ancor più contenuti costi di esercizio. I mezzi tecnici necessari alla produzione di contenuti per la web-tv sono decisamente più economici rispetto a quelli necessari per la televisione diffusa via etere o via digitale terrestre oppure tramite digitale satellitare.

Inoltre una tv diffusa tramite il web consente un facile accesso a meccanismi di “video-on-demand”, cioè l’utente attraverso il proprio computer casalingo può facilmente scegliere quali contributi visionare, in quale momento della giornata. Da questo punto di vista il computer è infinitamente più duttile e potente rispetto al telecomando.

La terza considerazione che spinge verso il web come strumento di diffusione è legata al futuro: ai giovani ed al futuro della nostra comunità. Per loro cultura e per formazione, i giovani sono maggiormente “vicini” ed avvezzi all’uso delle tecnologie digitali ed informatiche. Questo progetto di tv nasce con una forte attenzione verso il mondo giovanile ed anzi si pone come obiettivo la partecipazione dei cittadini e dei giovani soprattutto. Saranno soprattutto loro che potranno contribuire alla realizzazione dei contenuti.

Allo stesso tempo e per contrario due sono i possibili rischi. Il primo è rappresentato da un accesso non facilitato dal mezzo: non in tutte le case esiste un computer ed esso non svolge (ancora) quella funzione di moderno focolare, capace di raccogliere intorno a sé le intere famiglie, caratteristica dell’elettrodomestico televisore.

Un secondo motivo di difficoltà è rappresentato dalla distanza dal mezzo-computer di alcune fasce sociali come gli anziani e gli immigrati, che pure dovranno essere al centro del lavoro di questa tv.

Una tv di servizio.

Cuore del ragionamento che porta alla web-tv dell’area metropolitana, sta nella sua funzione di servizio ai cittadini. Funzione che si dovrà svolgere in particolare nei confronti dei giovani, degli immigrati e degli anziani.

Una televisione che si definisce come strumento al servizio dei cittadini deve non solo informare ma farsi opportunità di espressione della società.

Essa si articolerà infatti con redazioni distribuite sul territorio che dovranno costantemente raccogliere le istanze, le considerazioni, le domande, le proteste dei cittadini dei comuni e dei dipartimenti dell’area metropolitana. Di più: la televisione potrà dotarsi di un furgone attrezzato a “video box” che potrà raccogliere gli interventi andandoli a sollecitare e scovare su tutta la superficie del territorio interessato. Chiunque potrà usufruire del “video box” itinerante o di postazioni fisse per comunicare con altri cittadini, con gruppi, con le istituzioni. Naturalmente sarà compito delle redazioni raccogliere ed organizzare questi “materiali” secondo un palinsesto che possa essere di interesse condiviso.

Uno dei compiti principali di questa web-tv sarà quella di ascoltare i cittadini e di metterli in relazione tra loro e con le diverse istituzioni. L’obiettivo sarà di ottenere la partecipazione attiva di chi vorrà “fare” questa tv attraverso semplici contributi filmati, attraverso la partecipazione al “video box” e/o attraverso una più attiva definizione del palinsesto.

Da questo punto di vista le redazioni “territoriali” coma la redazione “centrale” dovranno darsi strumenti gestionali per consentire la partecipazione all’elaborazione del palinsesto da parte di cittadini singoli o riuniti in gruppi.

La struttura del Sistema Multimediale Informatico.

Una web-tv non è solo un sito ove trovare diversi contributi video ma è uno strumento articolato, basato sia sul “video-on-demand”, sia su vere e proprie trasmissioni, siano esse registrate o in diretta (Live Streaming).

Avremo quindi diversi sistemi di fruizione: la scelta di contributi stabilmente depositati sul server, la visione di trasmissioni registrate e diffuse secondo un palinsesto, la visione di trasmissioni in diretta, Forum aperti alla discussione, Chat nelle quali gli stessi amministratori si potrebbero trovare a rispondere in tempo reale alle istanze dei cittadini.

Il tutto volto a instaurare bidirezionalità nell’informazione; ciò rappresenterà una profonda novità nel rapporto tra i cittadini e l’amministrazione dell’Area Metropolitana.

Temi centrali per una tv di servizio, saranno:

* Il mondo giovanile: la sua cultura, la spinta all’aggregazione, le ragioni di disagio, lo studio e l’università, l’avvio al lavoro, etc.; come già detto, sarà obiettivo istituzionale organizzare reti di giovani che possano contribuire alla realizzazione dei contenuti anche attraverso spazi autogestiti.
* Il mondo dell’immigrazione: le differenti culture a confronto, le problematiche sociali, le occasioni di svago per le comunità, le tematiche dell’integrazione, etc.; anche in questo caso sarà strategico il metodo della partecipazione e di spazi di autogestione.
* Lo sviluppo ecosostenibile ed il risparmio energetico.
* La casa, il lavoro e il welfare.
* La cultura, lo spettacolo, lo sport.
* I trasporti e le infrastrutture.
* e molto altro.

Queste tematiche saranno organizzate all’interno di un palinsesto che dovrà prevedere momenti di informazione, di analisi, di confronto e di approfondimento. Non si può tuttavia dimenticare che una tv ha maggiori opportunità di penetrazione e di creare un proprio pubblico se sa proporre anche momenti ed occasioni di leggerezza e di svago. Da questo punto di vista sarà determinante lo stile di lavoro con cui si affronteranno le tematiche più difficili: dovrà essere orientato ad un linguaggio semplice ed accattivante.

Una tv di produzione.

Da quanto enunciato sin qui emerge chiara la fisionomia di una televisione che produce i propri contenuti. Solo una minima parte della programmazione si appoggerà su contributi non originali. La forza di questo progetto risiede nella volontà e nella capacità di essere voce della cittadinanza nell’affrontare i temi della convivenza sociale in riferimento all’area della città metropolitana. Quindi gran parte del lavoro si baserà sulla produzione di trasmissioni originali. A cui saranno chiamati a contribuire i cittadini.

Naturalmente i contributi filmati non originali saranno comunque utili per il necessario approfondimento di quanto avviene fuori dall’ambito locale ed in altre esperienze e culture. Tali contributi saranno parte forse predominante della fruizione basata sul meccanismo del “video-on-demand”.

L’architettura e il territorio.

Il Sistema Multimediale Informatico dovrà rispondere ad essenziali necessità di agilità e “leggerezza”. Non solo per motivi economici ma soprattutto perché solo una struttura molto rapida e snella può essere vicina alle novità ed ai cittadini contemporaneamente.

Nello stesso tempo è vocazione di questo sistema, analizzare e sviluppare le tematiche della costruzione della città metropolitana: far sì che questo complesso percorso politico/istituzionale sia patrimonio diffuso e condiviso.

Da queste due considerazioni nasce l’idea di un’articolazione territoriale che coincida con l’area metropolitana cha ha in Bologna il proprio centro politico e geografico. Ogni comune dell’area e ogni “dipartimento” dovranno avere una propria redazione “territoriale” composta da un paio di professionisti; redazione che si possa “appoggiare” al contributo volontario di cittadini, singoli o riuniti in gruppi e/o associazioni.

Spetterà alle istituzioni garantire il personale professionale, gli spazi idonei e le attrezzature minime necessarie al compimento degli obiettivi di lavoro.

Il lavoro delle redazioni “territoriali” sarà coordinato da una redazione “centrale” che avrà compiti e funzioni di direzione editoriale, oltreché di cura delle trasmissioni in diretta e di approfondimento.

La direzione editoriale della Web-tv dovrà anche definire le forme e le modalità di relazione con le reti di operatori volontari che si proporranno come artefici in via continuativa, delle produzioni dell’emittente.

Saranno le istituzioni e gli enti locali a garantire la continuità operativa della componente professionale. Impegnandosi soprattutto al rispetto di una vera autonomia editoriale della tv. Il nodo essenziale starà nelle forme di governo di questa esperienza, nel grado di autonomia che le istituzioni saranno in grado di consentire. D’altra parte se un obiettivo strategico sarà quello di stimolare l’ascolto ed il confronto, dovrà essere garantita per definizione, la possibilità che la web-tv rappresenti davvero le molteplici voci del territorio.

Le infrastrutture tecnologiche.

Le tecnologie necessarie all’attuazione del progetto sono già tutte “disponibili” e sperimentate. Inoltre hanno costi neppure lontanamente paragonabili con quelle utilizzate dalle emittenti generaliste, anche quelle locali.

Dal punto di vista delle infrastrutture, diventerà invece strategico un rapporto non soltanto tecnologico con la rete Lepida, la rete a banda larga per le Pubbliche Amministrazioni sviluppata dalla Regione Emilia-Romagna. E’ una rete articolata su tutto il territorio regionale che si basa sulla banda larga e attraverso la quale la Regione e i suoi partners già forniscono numerosi interessanti servizi, prevalentemente rivolti alle PA.

Anche solo la possibilità che il Sistema Multimediale Informatico si “appoggi” alla rete Lepida costituirebbe un importante sviluppo del progetto. Ma le diverse e numerose possibili implementazioni sarebbero un terreno molto importante di studio e di progettazione.

Il “pubblico” e l’impegno delle istituzioni.

E’ innegabile che l’offerta di televisione, di televisione via web, di forum, di chat sia enorme, quasi smisurata. Abbondano i canali più diversi che si contendono un pubblico. Quale riscontro potrà ottenere questa esperienza?

Il Sistema delineato svolgerà la propria funzione soltanto se si realizzerà un vero servizio per il cittadino. Se cioè non solo si riuscirà a fare corretta informazione sulle vicende locali, se non solo si riuscirà a discutere ed approfondire ma soprattutto se il cittadino otterrà vere risposte dalle istituzioni che promuoveranno questo progetto.

Se i giovani, gli immigrati, le donne, porranno domande (attraverso il “video box”, il forum e la chat) a cui le istituzioni (i sindaci, gli assessori, etc.) si sentiranno impegnati a rispondere con tempestività ed onestà. Se si riuscirà a garantire questa funzione, il progetto avrà un pubblico numeroso, attivo e partecipe.

Si chiede quindi alle istituzioni del governo locale non solo e non tanto di sostenere i costi progettuali e gestionali, condividendoli tra tutte le amministrazioni coinvolte, ma soprattutto di considerare questo Sistema Multimediale Informatico un vero “sportello per i cittadini”. Sportello attraverso il quale questi ultimi possano porre istanze e domande, anche molto pratiche, sull’amministrazione del bene pubblico. Ed alle quali le istituzioni locali siano tenute a rispondere.

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  1. Per il futuro di Bologna » Reti di partecipazione — 2 febbraio 2009 @ 12:51

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