“Partecipazione e Trasparenza. Una proposta di modifica dello statuto comunale sulla strada per Bologna Metropolitana” dal gruppo Primavera Urbana
In questo momento storico della politica italiana, da più parti si evidenzia che si è andato creando un solco profondo tra potere e società, tra i cittadini e i politici; si moltiplicano gli appelli e le grida di allarme, talora il mondo politico fa autocritica. Al tempo stesso, però, dai partiti non arrivano proposte concrete, non si realizzano soluzioni che riavvicinino i cittadini o che semplicemente li stimolino a partecipare in modo più diretto e responsabile all’amministrazione del bene comune.
Proviamo noi a fare una proposta concreta.
C’è un documento importante che regola la maggior parte delle attività dell’amministrazione comunale, lo Statuto . Questo documento rappresenta un po’ la costituzione di ogni comune e stabilisce le forme e i tempi nei quali vengono prese le decisioni.
Così come la Costituzione italiana è considerata la pietra fondamentale sulla quale si basa la nostra Repubblica, allo stesso modo lo statuto del comune è fondamento della convivenza della comunità e, come tale, dovrebbe essere conosciuto dai cittadini perché tutti sappiano quali sono regole dell’amministrazione e gli strumenti che esistono per esercitare i diritti e intervenire nella gestione del territorio e delle risorse pubbliche.
Proponiamo di apportare alcune modifiche a questo documento in modo da rafforzare gli strumenti di partecipazione e di intervento diretto da parte dei cittadini.
Attualmente lo statuto prevede alcuni strumenti di partecipazione : il referendum consultivo, che ha però il solo scopo di sondare l’opinione della popolazione senza vincoli per l’amministrazione; l’istruttoria ad iniziativa popolare, con la quale si può inserire nell’ordine del giorno del consiglio comunale un dibattito pubblico su un argomento specifico; l’istanza e la petizione, mediante le quali è possibile interpellare le cariche pubbliche su un tema di interesse particolare o anche individuale.
Proponiamo, in primo luogo, di modificare lo strumento referendario aggiornandolo all’evoluzione della vita democratica nel mondo contemporaneo.
Il referendum è uno strumento di democrazia diretta che va acquistando sempre maggiore rilevanza nelle democrazie occidentali . Con esso i cittadini possono esprimere la loro opinione e assumere delle decisioni in merito a problemi di interesse collettivo.
Proponiamo pertanto che il referendum possa essere anche propositivo e abrogativo, con carattere vincolante, come già succede in altre città del Nord Italia, come avviene nella regione Valle d’Aosta e nella provincia di Bolzano, come accade abitualmente sia nelle città che nei cantoni della Svizzera, in alcuni stati degli USA….
Lo Statuto riformato comprenderà referendum consultivi, propositivi , abrogativi, che saranno richiesti da Comitati promotori con una semplice raccolta di 5000 firme depositate presso gli organismi appositi del comune di Bologna, si svolgeranno entro 6 mesi dalla raccolta delle firme e saranno ritenuti validi con un quorum minimo di partecipanti del 25%.
Il ricorso al referendum è un’opportunità per la vita democratica della città e la crescita del livello di coscienza civile, va quindi incoraggiato il suo uso attraverso la diffusione della conoscenza delle norme che lo regolano e lo rendono attuabile. Sarà opportuno quindi istituire presso i quartieri (o municipalità) delle specifiche figure che svolgano il ruolo di facilitatori, per informare la popolazione e aiutare i Comitati promotori a svolgere le pratiche previste.
Riteniamo che si possa pensare addirittura alla obbligatorietà della consultazione della popolazione in alcuni casi peculiari, laddove si debbano prendere decisioni su argomenti cruciali che abbiano la caratteristica di modificare il tessuto sociale locale per lunghi tempi; problematiche che riguardano allo stesso tempo la quotidianità ma anche le prospettive di sviluppo a lungo raggio della vita dei cittadini, sulle quali si dovrebbe giungere a soluzioni e decisioni trasversali, contrassegnate da una spinta unitaria.
Attualmente lo Statuto prevede solo referendum “comunali”, proponiamo che siano resi possibili anche dei referendum di quartiere ( a cui possano partecipare anche gli stranieri residenti ).
Nella prospettiva della trasformazione di Bologna in città metropolitana, l’articolazione territoriale dei referendum assumerà i livelli corrispondenti: metropolitano e municipale; il numero di firme minimo per ogni municipalità sarà pari all’1% degli aventi diritto al voto ( intendiamo non solo i cittadini residenti italiani, ma anche i cittadini stranieri che risiedono nella municipalità, anche se non hanno diritto di voto alle elezioni politiche ).
L’articolo 5 dello Statuto prevede , tra le diverse forme di iniziativa popolare, la possibilità che comitati di cittadini presentino, con la raccolta di 2000 firme, dei progetti al Consiglio comunale e che questo deliberi in merito entro 90 giorni.
L’articolo necessita di una nuova più chiara formulazione in modo che siano meglio identificate e spiegate tutte le occasioni di intervento popolare , che siano rafforzati i caratteri propositivi di queste iniziative ( istanze, petizioni, istruttorie , progetti…) e ne derivi una maggiore capacità di incidere nelle decisioni degli organi competenti.
Analogamente, nell’articolo 6 va verificata la possibilità di rendere obbligatoria la consultazione della popolazione in alcune occasioni di grande rilievo per la vita cittadina.
I regolamenti attuativi di queste parti dello Statuto contengono spesso norme e tecniche di attuazione che limitano fortemente le potenzialità di decisione e di azione da parte della popolazione; sarà pertanto necessario un attento riesame dei regolamenti per conformarli allo spirito di maggiore democraticità che anima la proposta di riformare lo Statuto comunale.
Le modifiche che proponiamo sono volte ad adeguare la vita democratica alla complessità del mondo contemporaneo che richiede una variegata articolazione di azioni ed istituzioni per consentire ai cittadini di controllare l’uso del potere e limitarne gli abusi.
In questa prospettiva è indispensabile riformare le parti dello Statuto che regolano le nomine negli enti pubblici e nelle società partecipate.
E’ infatti in questo ambito che, nell’ultimo decennio, si sono manifestate vistose distorsioni che hanno portato alla formazione di “élites” dirigenziali chiuse e autoreferenziali che si sottraggono al controllo politico dei cittadini e operano in condizioni non trasparenti.
Alcuni di noi nei mesi passati hanno scritto un progetto di legge regionale di iniziativa popolare per modificare il meccanismo delle nomine negli enti regionali; il pdl è attualmente in attesa di ammissibilità.
Proponiamo di trasferire alcune norme del pdl regionale nello statuto comunale, poiché anche il comune di Bologna, come la Regione Emilia-Romagna, vanta numerose partecipazioni in aziende di importanza vitale, che gestiscono risorse e servizi quali acqua, energia, sanità, smaltimento dei rifiuti, trasporti ecc.
Vorremmo venissero recepiti i tre principi fondamentali del pdl regionale:
- trasparenza delle nomine e concorso pubblico;
- divieto assoluto di cumulo degli incarichi;
- controllo e contenimento delle retribuzioni.
Gruppo Primavera Urbana www.primaveraurbana.org:
Manuele Varanese
Carlo Caleffi
Lorenzo Alberghini
Sergio Dolce
Laura Frascaroli
Giuliano Buselli
Kostas Papadopoulos
Cristina Tagliavini
Giancarlo Morreale
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