“Perchè no al CIVIS nel centro storico” di Pierluigi Cervellati

Che fosse un progetto sballato quanto incongruo lo avevamo detto tutti fin dall’inizio. Forse, lo aveva capito anche l’assessore. Il quale è rimasto sordo e indifferente persino alle proposte che avrebbero consentito di limitare i danni. Che il “civis” fosse un ordigno progettato per distruggere il centro storico lo si è capito invece con l’intervento di Italia Nostra e in particolare con l’azione della Direttrice Regionale ai Beni Culturali, architetto Carla di Francesco.

Bocciatura solenne. Solo per Strada Maggiore sono state presentate le soluzioni esecutive –progettate, lo dice il verbale, con grande insipienza- ma anche le altre vie del centro storico non possono essere snaturate per questo mezzo.

L’accanimento dell’amministrazione nel sostenere il ”civis” pone inquietanti interrogativi. Perché si è modificato il pur osceno progetto originale diminuendo di alcuni chilometri il percorso, lasciando inalterato il costo dell’opera, e non si è neppure tentato di fare due anni fa quello che si dovrà fare adesso? E’ del 2006 il parere critico dei Beni Culturali. A quanto ammonteranno le penali da pagare alle imprese appaltatrici? Perché tanto odio verso il centro storico? Non c’è solo il “civis. Il problema del traffico è peggiorato. Le buche prodotte dai mastodontici autobus che passano tutti dalle stesse strade attorno alle Due Torri, nei giorni di pioggia, inondano di melma i poveri pedoni. Chissà quando si studierà di isolarle dal traffico motorizzato?

Il rumore è crescente. Le moto a marmitta spiegata sfrecciano anche sotto i portici. Usati sempre più spesso anche dai ciclisti che escono dalle striminzite, pericolose e spesso irregolari piste ciclabili. E che dire della distruzione delle botteghe storiche e dello svuotamento di interi fabbricati per dar spazio a store, magazzini, super negozi accecanti? Le nuove norme per il centro storico legate al Piano Strutturale sono lesive della sua identità; giustificano il degrado crescente. Possibile che in questa città d’arte non ci sia un addetto, una commissione o un ufficio comunale che si occupi della tutela e della valorizzazione del centro storico? Certo, anche fuori del centro la situazione non è diversa. Però anche per l’hinterland ci sono buone notizie.

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