Povertà, dignità, diritti a Bologna e dintorni

Su questo tema UNIRSI - rete di associazioni, movimenti,  cittadini – ha convocato un’assemblea pubblica venerdì 5 dicembre scorso, presso la sala polivalente del Quartiere Savena. L’intento, secondo lo stile di UNIRSI, è quello di recare un contributo alla costruzione di un progetto per il futuro della città con il più ampio coinvolgimento della comunità cittadina. Si è trattato di un primo incontro, dedicato soprattutto alla identificazione della situazione e delle problematiche legate al tema della povertà, dignità e diritti che caratterizzano attualmente la città, ed alla identificazione delle prime proposte di programma: ora un gruppo di lavoro, aperto a contributi ed a collaborazioni, si impegnerà nel riordino e completamento dei dati raccolti e nella strutturazione delle proposte. A conclusione dell’incontro è stata richiesta (Lina Delli Quadri, consigliere comunale di Bologna) la convocazione di un secondo incontro pubblico per verificare, completare e definire il contributo al progetto per il futuro di Bologna.
L’incontro del 5 dicembre ha visto l’intervento iniziale di Adriana Scaramuzzino, vicesindaco con delega alle politiche sociali. La sua è stata una denuncia appassionata e competente dei dati più rilevanti e significativi della situazione, e fra questi: la fascia di cittadini meno protetta è oggi quella che va dai 28 ai 34 anni, i giovani rappresentano una emergenza, l’impegno maggiore dell’Amministrazione è stato posto fino ad oggi nelle misure di sostegno che alleviano le più evidenti sofferenze ma che non incidono sui percorsi che provocano la povertà, negli ultimi due mesi si sono registrate ben 3328 richieste di aiuto rivolte agli sportelli sociali del Comune, il disagio psichico è oggi quello in maggiore crescita, poi c’è il problema dell’abitazione in cui non si è in grado di offrire strutture sempre gradite ed appetibili, un problema emergente è rappresentato dai debiti accumulati dalle singole persone a cui si fatica ad individuare risposte strategicamente valide; ma occorre un piano organico, valutare strategie adeguate perché il povero non è un cronico che deve restare povero.
Gli interventi successivi hanno denunciato, fra gli altri, il problema del recupero dei carcerati (Giuliano Satanassi di “Verso Casa”); il mondo dei “senza tetto” a cui occorre offrire concretamente una fiducia che li aiuti a rimettersi in piedi (Assunta Serenari di “Piazza Grande”); l’esigenza di un coordinamento degli interventi nell’area vasta metropolitana (Giorgio Tufariello, consigliere comunale di Casalecchio di Reno); l’assenza di una risposta strutturale che individui le priorità e non consideri più la spesa per il sociale come un semplice onere (Katia Zanotti già parlamentare nella Commissione Affari Sociali della Camera); il pericolo che questo sistema economico provochi una forte emarginazione anche nella fascia media con penalizzazione delle famiglie con figli, ed esigenza, quindi, di puntare sui servizi che mettano al centro la persona, più che su interventi assistenziali (Francesco Errani del Forum Welfare del Partito Democratico); l’esigenza di istituire uno sportello per i problemi abitativi e di uno sportello antisfratti (Bologna è la settima città in Italia per numero di sfratti) (Massimiliano Pispico, segretario dell’Unione Inquilini); la esistenza di disuguaglianze nello stato di salute dei cittadini e, quindi, l’esigenza della prevenzione basata sulla possibilità di cambiare gli stili di vita, le conseguenze dei provvedimenti proposti dalla Lega sulla denuncia degli immigrati malati irregolari e sugli ostacoli alla integrazione degli immigrati  (Giovanna Dallari, già responsabile del Progetto Salute migranti ed indigenti AUSL Bologna); la rivendicazione della dignità degli immigrati, anche se poveri, e la necessità che si provochi una “rivoluzione” che crei una diversa opinione pubblica riguardo agli immigrati, provochi una politica più seria, crei un nuovo modello di città, accogliente con nuovi spazi sociali (Raza Azif, presidente della Consulta dei cittadini stranieri della provincia di Bologna).
Una nota particolare crediamo meriti la presentazione dello studio in corso per la proposta di un sistema di microcredito a Bologna, sull’esempio di quello posto in atto da Muhammad Yunus nel Bangladesh, allo scopo di favorire la promozione e lo sviluppo delle persone in un sistema sociale e non a margine di questo – Luisa Brunori, docente di psicologia Università Bologna.
Riteniamo ci sia già materiale abbondante per un proficuo lavoro, ma c’è spazio per il contributo e la collaborazione di tutti coloro che ritengono di avere esperienze per completare il quadro della situazione e proposte per disegnare un progetto (e-mail:  reteunirsi@gmail.com).

1 commento

  • By Riccardo Lenzi, 28 dicembre 2008 @ 14:29

    errata corrige:
    PISPICO (Unione Inquilini) si chiama MASSIMILIANO (non Alessandro).

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